Alfano attende di sapere dall’inchiesta interna com’è andata con Astana

Giornata attendista per Angelino Alfano, che sul caso dell’espulsione di Alma e Alua Shalabayeva, moglie e figlia del dissidente e rifugiato kazaco (ed ex ministro dell’Energia e banchiere condannato per truffa) Mukhtar Ablyazov, ha deciso di far parlare le carte dell’indagine commissionata al capo della polizia Alessandro Pansa. L’indagine si concluderà in settimana, quando è previsto che Alfano riferisca in Parlamento sui fatti. Ieri è stato il giorno delle polemiche, contrassegnato dalla difesa di tutti gli esponenti del Pdl contro la richiesta di dimissioni del ministro, lanciata da Repubblica e concretizzata da esponenti di M5s e Sel, che alla Camera hanno depositato una mozione di sfiducia. L'editoriale I cosacchi a Largo Fochetti. Esagerazioni fin troppo trasparenti nella foga di Rep. sul caso kazaco - Leggi anche Carriera di Mukhtar
20 AGO 20
Immagine di Alfano attende di sapere dall’inchiesta interna com’è andata con Astana
Giornata attendista per Angelino Alfano, che sul caso dell’espulsione di Alma e Alua Shalabayeva, moglie e figlia del dissidente e rifugiato kazaco (ed ex ministro dell’Energia e banchiere condannato per truffa) Mukhtar Ablyazov, ha deciso di far parlare le carte dell’indagine commissionata al capo della polizia Alessandro Pansa. L’indagine si concluderà in settimana, quando è previsto che Alfano riferisca in Parlamento sui fatti. Ieri è stato il giorno delle polemiche, contrassegnato dalla difesa di tutti gli esponenti del Pdl contro la richiesta di dimissioni del ministro, lanciata da Repubblica e concretizzata da esponenti di M5s e Sel, che alla Camera hanno depositato una mozione di sfiducia.
Nella notte tra il 29 e il 30 maggio 50 uomini della polizia hanno fatto irruzione in una villetta del quartiere romano di Casal Palocco, dove si riteneva che Ablyazov fosse rifugiato, trovando soltanto moglie e figlia. Durante la perquisizione Alma Shalabayeva, poi portata al Cie di Ponte Galeria, avrebbe mostrato un passaporto diplomatico della Repubblica Centrafricana, sul momento ritenuto falso. Secondo le ricostruzioni, l’operazione sarebbe partita su insistenza dell’ambasciatore kazaco Andrian Yelemessov, che il 28 maggio avrebbe parlato con il capo di gabinetto del ministero dell’Interno, facendo valere un mandato di cattura emesso dall’Interpol. Il 31 maggio la prefettura di Roma ha ordinato l’espulsione di Alma e Alua Shalabayeva. L’espulsione non è avvenuta, come è norma, su un aereo di linea, ma su un aereo privato noleggiato appositamente dall’ambasciata kazaca.
Il caso scoppia in Italia il 5 luglio, quando il tribunale di Roma dichiara valido il passaporto centrafricano di Shalabayeva, che aveva dunque diritto a rimanere in Italia. Le polemiche sono montate fino al 12 luglio, quando il governo ha annunciato il ritiro della procedura di espulsione nei confronti di Shalabayeva e di sua figlia. Il ministro degli Esteri Emma Bonino ha affermato di essere venuta a conoscenza dell’espulsione solo a cose fatte, il 31 maggio, e di aver avvertito Alfano il giorno successivo. Secondo le ricostruzioni giornalistiche, tuttavia, la polizia avrebbe mandato alla Farnesina un fax per verificare se Shalabayeva godesse dell’immunità diplomatica, ottenendo risposta negativa.